Liberarsi dalle apparenze. Maschera, adattamento sociale, relazioni, lavoro, famiglia, doveri, terapia.

Morgan dei Bluvertigo, nel brano Altrove, esorta a liberarsi dalle convinzioni, dalle pose e dalle posizioni.

Io lo intendo come un liberarsi dalle apparenze, da quello che la società richiede per stare al passo, per essere “in” e non “out”. Insomma, togliersi le maschere che appesantiscono il pensiero (di tante “seghe mentali”), che confondono la dimensione del “sentire” (cos’è davvero importante per noi stessi?) e che portano a fare quello che gli altri si aspettano (e non ciò che si vuole).

E le sfere della vita in cui non sempre siamo autentici sono davvero numerose. Un invito scomodo che però non si rifiuta; l’ennesimo progetto di lavoro di cui ci si carica…

E voi che ne pensate?

Vi capita di frenare la spontaneità con mille “seghe mentali”? Del tipo “eh ma così non si fa” oppure “non posso non andare” oppure “ma se dicessi quello che ho in mente lui cosa penserebbe di me?” oppure “se ho questo telefono anzichè quest’altro penseranno che sono uno sfigato”.

Siete pronti a liberarvi dalle apparenze, dalle pose e dalle posizioni per assecondare voi stessi?

Dite la vostra!

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